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| ATTIVITA'
INTERCENTRI |
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L’Attività
Intercentri costituisce un circuito di gare tra
gli allievi dei centri CAS
su modelli di competizione altamente innovativi,
perché adeguati alle reali esigenze formative
dei giovani.
NEL MENU QUI SOTTO TROVATE TUTTE LE INFORMAZIONI: |
| 1
> Cos’è l’attività
Intercentri? |
| 2
> Obiettivi del progetto: |
>
Obiettivo A:
Raggiungere il giusto rapporto tra multilateralità
e specializzazione e la corretta relazione tra generale
e specifico. |
>
Obiettivo B:
Individuare come strumento i modelli di attività
di gara più efficaci |
>
Obiettivo C:
Finalità indispensabili da conseguire nell’attività
intercentri |
| 3
> Documentazione di riferimento e
risorse |
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1
> Cos’è l’attività
Intercentri? |
Al
centro del programma del progetto CON-I GIOVANI
si pone l'attività Intercentri che costituisce
"un circuito di incontri e di gare tra allievi
dei centri". Lo schema che guida questo tipo
di attività tende a realizzare la sintonia
del modello di gara con il modello di allenamento,
facendo base sui principi della multilateralità
e rappresenta un'importante occasione programmata
di verifica sul campo del lavoro svolto dai tecnici
nei centri.
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2
> Obiettivi del progetto: |
Uno
dei temi più ricorrenti, in ambito metodologico,
è rappresentato dall'esigenza di proporre
in età giovanile modelli di competizione
adeguati alle esigenze formative dei giovani ed
al reclutamento sportivo. L'iniziativa relativa
all'attività intercentri risponde al bisogno
dei giovani di gareggiare e confrontarsi, ponendosi
quale fondamentale strumento operativo del progetto
CON-I GIOVANI. Per la realizzazione di un'attività
intercentri qualificata è necessario riflettere
su uno degli aspetti metodologici più dibattuto
e contrastato e che, in definitiva, sta alla base
della definizione degli obiettivi e dei contenuti
dell'attività giovanile ed alla individuazione
del conseguente sistema delle competizioni:
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| Obiettivo
A: Raggiungere il giusto rapporto tra multilateralità
e specializzazione, e la corretta relazione tra generale
e specifico. |
E'
fondamentale evitare di porre il problema dell'attività
giovanile come una scelta bipolare tra multilateralità
e specializzazione; infatti si può affermare
che utilizzare la multilateralità significa
preparare efficacemente la specializzazione e
che specializzare significa modulare nel tempo
ed adattare al contesto i contenuti della multilateralità.
Compito prioritario dell'istruttore giovanile
sarà dunque quello di programmare un passaggio
graduale dalla multilateralità estensiva
alla specializzazione passando per la multilateralità
orientata. Analogamente il rapporto tra generale
e specifico dipende molto da ciò che gli
istruttori sono in grado di fare, ed è
quindi legato alla loro competenza che deve essere
specifica rispetto ai contenuti dell'allenamento
giovanile.
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| Obiettivo
B: Individuare come strumento i modelli di
attività di gara più efficaci. |
Risulta
perciò evidente il ruolo centrale svolto
da un'attività di gara, che, coerente con
gli apprendimenti previsti, ne favorisca la realizzazione
potenziandone l'effetto attraverso le implicazioni
motivazionali. L'obiettivo dell'attività
di gara, con i giovanissimi, non potrà
essere quello d'innalzare la performance a breve
termine. La gara dovrà diventare, invece,
un ulteriore fondamentale strumento per la valutazione
formativa degli allievi.
Da ciò deriva che occorre redigere dei
programmi di confronto che, soprattutto nelle
prime fasce d'età, rispettino il principio
della coerenza tra modello formativo e modello
di gara. Le competizioni non rappresentano qualcosa
di statico ed intoccabile, sono degli strumenti
e come tali devono poter essere modulati ed adattati
al processo formativo.
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Il modello di attività intercentri cui riferirsi,
espresso nel progetto CON-I-GIOVANI, risponde ai seguenti
requisiti: |
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1. Soddisfare le due motivazioni primarie alla pratica
sportiva: gioco ed agonismo; |
2. Garantire la partecipazione totale degli allievi
assicurando:
- ai meno dotati la possibilità di esprimersi
comunque e di realizzare esperienza di successo;
- o ai più dotati di esprimere qualitativamente
il proprio talento nelle attività proposte;
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| 3.
assicurare un'alfabetizzazione motoria basata sulle
abilità significative riferite alle principali
gestualità che stanno alla base delle diverse
discipline sportive; |
| 4.
realizzare modalità di confronto che consentano
sia la performance individuale che la partecipazione
di squadra; |
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5.
interpretare il confronto come momento di verifica
degli apprendimenti realizzati.
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| Obiettivo
C: Finalità indispensabili da conseguire
nell’attività intercentri |
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L'Attività
Intercentri, quale nuovo sistema di gara, deve necessariamente:
-
Garantire la configurazione "sportiva"
del confronto intendendo con ciò che
i contenuti dell'attività devono avere
significato e relazione con le attività
motorie sportive.
- Organizzare
un sistema integrato di gara CONI/Federazioni,
che consenta il confronto tra Centri appartenenti
alle diverse FSN oltre che all'interno della
federazione di appartenenza e consenta l'inserimento
dei centri appartenenti al circuito di attività
sportiva scolastica:
- I
contenuti "generali" ripartiti in
percorsi/giochi di movimento e giochi presportivi
su proposta degli Staff tecnici CONI.
- I contenuti "specifici" su proposte
federali (ripartiti ad esempio in: prove multiple
su abilità tecniche/giochi semplificati/
minisport);
-
Riferirsi alla "cultura pratica" degli
istruttori, intendendo con ciò indicare
con precisione gli obiettivi operativi da perseguire
stabilendo, pertanto, per ciascuna performance
(abilità) da apprendere, le condizioni
di realizzazione e il criterio di qualità;
-
Fornire un programma di gara coerente con gli
obiettivi didattici (obiettivi operativi);
- Ggarantire
la formazione permanente degli istruttori sugli
obiettivi prioritari del processo di formazione
sportiva giovanile;
- Coinvolgere
le strutture societarie sviluppando la loro
capacità di essere punto di reale aggregazione
sociale, di garantire un corretto supporto ambientale
ai talenti, di gestire organizzativamente manifestazioni
sportive rivolte ai giovani;
- Recuperare
e mantenere nei Centri Giovanili tutti coloro
che, ai diversi livelli e a vario titolo, sono
stati coinvolti nell'attività societaria
(da allievi, da atleti, da genitori, da sostenitori,
da dirigenti),
- Evitare
che gli istruttori possano standardizzare il
loro intervento didattico su pochi elementi
oggetto di confronto (stagnazione sulle performance
specialistiche).
Risulta particolarmente importante evidenziare
che un 'attività intercentri qualificata
dovrà estrinsecarsi, non solo con la
"messa in rete" sinergica delle proposte
delle istituzioni sportive, ma deve tendere
ad universalizzare, in sintesi didattica, la
polisportività ponendo al centro dell'azione
formativa il giovane. Sul piano operativo si
evidenzia come le proposte organizzate in circuiti,
percorsi, prove multiple, giochi di movimento
e presportivi, che l'istruttore utilizza durante
l'attività didattica, siano da considerarsi
fondamentali nella strutturazione della gara
giovanile.
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3>
Documentazione di riferimento e risorse: |
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